ERBE SELVATICHE E CURATIVE IN CUCINA

insalata

L’uomo, nel corso dei millenni, ha sempre avuto a disposizione le piante quali preziose alleate per la sua alimentazione e il suo benessere fisico e spirituale.
Dagli albori della vita fiori, radici, foglie, gemme e cortecce vengono usati  per lenire e curare ferite e malanni. Con essi si producono tisane, decotti, cataplasmi, unguenti medicamentosi, tinture madri e altro ancora.
E da sempre le erbe vengono usate anche in cucina, sia come contorni deliziosi, sia per insaporire o arricchire i nostri piatti, che come cibo principale vero e proprio.

Purtroppo, con l’industrializzazione anche del settore alimentare, si è perso molto di quel modo di cucinare e mangiare sano, genuino e naturale, e si è perso quindi gran parte dell’utilizzo del cibo e dell’arte culinaria quale valido supporto alla salute e al benessere dell’organismo.

Per fortuna ultimamente, seppur molto lentamente e circoscritto a un numero limitato della popolazione, si sta tornando alla riscoperta della cucina sana e semplice, all’utilizzo di alimenti il più possibili spontanei e non lavorati industrialmente.

ERBE SELVATICHEUsando per cucinare le erbe selvatiche che crescono nei nostri prati, nelle campagne e nei boschi, possiamo, oltre che deliziare il nostro palato con ottimi piatti naturali e genuini, anche prenderci cura della nostra salute.
Le erbe commestibili che crescono spontanee sono una risorsa preziosa per il nostro organismo.
Le piante selvatiche infatti sono un concentrato di nutrienti, e non sono minimamente paragonabili ai prodotti che troviamo nei supermercati (che sono energeticamente “morti”) e anche a quelli coltivati nell’orto; soprattutto hanno un’energia molto elevata, sono alimenti “vivi” e vitali. Queste erbe sono inoltre più saporite, e regalano ai nostri piatti sapori unici e particolari.
Poiché sono un concentrato di energia è sufficiente mangiarne in minor quantità per apportare all’organismo le sostanze necessarie.
Esse non sono il frutto della selezione e della manipolazione, ma solo della selezione naturale; nascono spontaneamente dove la loro crescita non è forzata artificialmente.


Dove raccogliere queste preziose e insostituibili fonti di nutrimento?

I posti migliori sono i campi incolti, meglio se in montagna e collina, gli argini dei fossati, i bordi dei sentieri, i boschi.
Ma attenzione a non raccoglierle ai bordi delle strade dove passano automobili, nei campi trattati con pesticidi ed erbicidi, vicino a fonti di inquinamento come allevamenti, canali di scolo e discariche.

E fare attenzione anche a non raccogliere piante che non si conoscono, ve ne sono anche di molto tossiche e pericolose.

Meglio raccogliere le foglie delle piante giovani o i germogli laterali, che sono più teneri e gradevoli al palato.

Non raccogliere mai nello stesso luogo tutte le piante, ma solo una parte, per consentire ad esse di riprodursi, altrimenti dopo poco tempo non ve ne saranno più.

Alle volte nell’orto senza rendersi conto si hanno a disposizione tantissime varietà di erbe selvatiche commestibili. Sono quelle che l’uomo chiama “erbacce invasive” e che estirpa con disprezzo. Un esempio lo sono l’ortica, la gramigna, il tarassaco.
Forse è ora di cominciare a cambiare il nostro modo di pensare, di iniziare a vedere queste “erbacce” come una fonte preziosa, genuina e naturale di buon cibo a favore della nostra salute.

 

di Anna Valeria Sabatini

 

 

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